Il territorio del monte Amiata si colloca in parte nella provincia di Grosseto e in parte in quella di Siena. Esso si identifica nello stesso territorio che gli storici indicano, ormai con grande attendibilità, come quello dell'insediamento originario degli Etruschi, che poi troveranno ulteriore espansione in tutta la Toscana e in gran parte del centro-Italia. La stessa origine del toponimo "Amiata" ha trovato un accostamento alla massima divinità etrusca, il dio Tinia (o Vertunno, secondo alcuni etruscologi),  da cui sarebbe derivato "Mons Tiniatus" o "Tuniatus" come si legge in alcuni testi latini, successivamente confermati dal "Lexicon Universale" di Johann Jacob Hofmann, prestigioso enciclopedista svizzero-tedesco. Ma anche un erudito monaco domenicano Leandro Alberti (Bologna 1479-1552), nella sua opera "Descrittione di tutta l'Italia pag. 107", scriveva:"...Poscia più oltre appaiono gli alti monti detti Montuniata, Mons Tuniatus, da Catone nominato, et parimente da Antonino nell'Itinerario. Sono dimandati questi alti monti Duniata, in vece di Tuniati, et da Strabone nel quinto libro Tinni, quando dice dopo Populonia, et Cosa seguita la scoperta de i monti Tinni."  La radice originaria negli storici romani era quindi chiara: il riferimento a Tinia o Tuniatus diviene evidente. In una cronaca latina sul tormentato conclave di Viterbo del 1268, descritta da fra Filippo Ferrari e, a fini storici, dal prof. John Paul Addams, si parla del "montem Tuniatum" (paragr. "Conclave myths"), dove San Filippo Benizi ebbe a rifugiarsi per evitare la nomina a pontefice.  Questi reperti di toponimi conducono poi a comprensibili deformazioni linguistiche successive, da mons tuniatus a montuniata e quindi a montamiata, cosicchè il percorso etimologico diviene facilmente spiegabile. Successivamente alla presenza di colonie prima etrusche e poi romane, allocate in forma sparsa nelle parti più basse della montagna e di cui rimane traccia in recenti scavi e conseguenti reperti ancora da completare ed inquadrare, l'Amiata - intesa come area con al centro la parte montuosa e alle vaste falde un sistema di alture, rilievi e vallate - registra negli anni dopo Cristo i primi insediamenti episodici per lo più di tipo rurale, determinati anche da esigenze di sicurezza e di rifugio per quelle popolazioni che si spostavano per aggressioni subite o minacciate: solo la montagna poteva offrire validi capisaldi di difesa o foreste per nascondersi.  Queste condizioni facilitarono la nascita e lo sviluppo di una più consistente antropizzazione dell'area amiatina mediante il sorgere e lo svilupparsi di una rete relativamente fitta di casali e di pievi, utili agli scambi mercantili e alla pratica religiosa delle sporadiche popolazioni insediate nel territorio. Con il decorso del tempo, favorito dalla politica feudale dei longobardi e dei poteri abbaziali, si realizza un graduale ma consistente accentramento dell'economia e dei mercati, fino ad agevolare il fenomeno dell'incastellamento. L'Amiata rientra poi negli annali storici per aver conosciuto e subito l'affermazione di due poteri di un grande rilievo politico e strategico: quello religioso dell'abbazia cistercense di San Salvatore e quello laico della famiglia Aldobrandeschi, di origine longobarda. Dal XIV secolo, l'Amiata ha poi seguito le vicende della Repubblica di Siena e successivamente del Granducato di Toscana. Nel 1766 con decreto del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, fu istituita la  provincia di Grosseto e da allora l'Amiata è rimasta divisa amministrativamente  fra le provincie di Grosseto (versante occidentale) e Siena (versante orientale).

I luoghi

VETTA del MONTE AMIATA (altitudine mt. 1.738.)

Una Croce monumentale in ferro, alta 22 metri, dovuta all'artigiano senese Zalaffi, è il punto di riferimento della Vetta dell'Amiata, visibile dalle pianure e dalle vallate circostanti fino al mar Tirreno, all'Umbria e alla Val di Chiana. Sulla gobba più alta è stata installata una statua della Madonna degli "scouts", mentre non distante è la statua di S. Giovanni Gualberto. Purtroppo il luogo è rimasto alterato dall'installazione, pare inevitabile, di una serie di antenne e di parabole per le moderne esigenze delle trasmissioni televisive e telematiche.

Il panorama che si può osservare da quassù è notevole, specie se l'atmosfera è sufficientemente limpida. Sono visibili i laghi di Bolsena e il Trasimeno, alcune isole dell'arcipelago Toscano, la pianura di Maremma, le colline Metallifere e del Chianti, fino alle alture dell'Umbria, della Sabina e, in condizioni particolarmente favorevoli, anche la città di Roma.

Punto di arrivo e di ripartenza degli impianti di risalita per la pratica dello sci: due seggiovie e varie sciovie, provenienti dalle stazioni sciistiche di base (Macinaie, Contessa, Cantore-Marsiliana).

PRATO delle MACINAIE (altitudine mt. 1385)

Pianoro prativo sul versante occidentale, circondato da una rigogliosa vegetazione. Zona di sports invernali, stazione di partenza di impianti di risalita e stazione di arrivo delle più importanti piste dell'Amiata. Possibilità di innevamento artificiale. Escursioni nell'estate.

PRATO della CONTESSA (altitudine mt. 1410)

Pianoro prativo a valle tra il sasso di Maremma (vetta dell'Amiata) e il Poggio della Montagnola (seconda vetta dell'Amiata). Foreste di faggio e di abete di grande suggestione. Zona di sports invernali. Escursioni nella buona stagione.

RIFUGIO CANTORE (altitudine mt. 1428)

Prende nome dal rifugio che vi venne costruito, come tappa intermedia per chi si avventurava nella montagna. Costituisce un importante centro di sports invernali, con una buona dotazione di impianti di risalita e di piste di varia difficoltà. Attiguo il Pian della Marsiliana. Escursioni nell'estate.

PARCO FAUNISTICO (altitudine mt. 930)

Sul monte Labro, non distante da Arcidosso. Importante struttura naturalistica, qualificabile come riserva protetta per specie endogene di flora e fauna, alcune in via di estinzione. E' visitabile dall'alba al tramonto. Presenza di cervi, daini, caprioli, mufloni, ma di particolare rilievo è il lupo appenninico. In tale riserva viene favorito il recupero dell'asino crociato amiatino, una razza endogena che rischiava la definitiva estinzione. Dettagli al sito www.sistemamusealeamiata.it/j154/

FONTI delle MONACHE e di CAPOVETRA

Suggestive sorgenti ad alta quota sulle strade che collegano rispettivamente S.Fiora e Seggiano al Prato delle Macinaie.

BAGNI SAN FILIPPO (altitudine mt. 524)

Stazione termale frequentata fin dall'epoca del Granducato di Toscana. Sulla strada provinciale che da Abbadia porta alla Cassia. E' frazione del comune di Castiglion d'Orcia. Acque alcalino-sulfuree che sgorgano in abbondanza ad una temperatura di 52°. Impianti e attrezzature per cure termali (bagni, fanghi, piscina termale, cure inalatorie, massaggi fisioterapici, centro benessere).

CASTIGLION D'ORCIA (altitudine mt. 540)

Comune che viene a situarsi nel versante dell'Amiata senese. All'interno della chiesa di S.Stefano, peraltro non la più importante del paese, si presenta un'insospettata dotazione artistica: una Madonna di Simone Martini, una eseguita dal Vecchietta, ed un'altra Madonna con Bambino di Pietro Lorenzetti, attualmente dislocate in musei territorialmente non lontani. Nelle vicinanze di Castiglion d'Orcia, circondata da cipressi, la Rocca di Tentennano domina il paesaggio sulla val d'Orcia ed evoca ancora la presenza di Santa Caterina da Siena, che vi dimorò per un lungo periodo a partire dal 1377. Sotto la rocca di Tentennano, il borgo medioevale di Rocca d'Orcia, disposto su uno scosceso pendio, anch'esso caratterizzato dalla presenza di luoghi di culto di un certo interesse (la pieve di S.Simeone, San Sebastiano).

Nel 1999 è stato decretato il riconoscimento Doc del vino "Orcia" con zona di produzione riferita alla val d'Orcia e a parte dell'Amiata. Sono interessati i comuni di Castiglion d'Orcia, S. Quiricio d'Orcia, Radicofani, Abbadia S.Salvatore, Pienza, San Giovanni d'Asso, Trequanda. Si tratta di un vino rosso di alta qualità, con caratteristiche di robustezza e corposità, che lo avvicinano al Nobile di Montepulciano e al Rosso di Montalcino.

CAMPIGLIA D'ORCIA (altitudine mt. 810)

Nel periplo delle località circostanti il monte Amiata, va ricordata Campiglia d'Orcia, una tranquilla frazione nel territorio comunale di Castiglion d'Orcia. Borgo medioevale composto da vicoli e scalinate, intercollegate con in cima la chiesa di San Biagio. Il castello, di cui rimangono le rovine di due rocche, fu sede dapprima dei Visconti, successivamente dei Salimbeni, per essere poi demolito nel 1234 dai Senesi nel tentativo riuscito di conquista territoriale.

VIVO D'ORCIA (altitudine mt. 870)

Uno dei centri altimetricamente più elevati del territorio amiatino, punto di riferimento per vacanze estive per chi ambisce alla tranquilllità ed al riposo. Nelle vicinanze le sorgenti dell'acquedotto del Vivo, realizzato nel 1908, una delle prime opere di captazione sistematica delle acque dell'Amiata. A poche centinaia di metri una chiesetta romanica del XIII secolo denominata l'Ermicciolo, con suggestive decorazioni, non facilmente attribuibili, nella facciata e nell'abside. E' utilizzata come cappella della famiglia Cervini, originaria della zona, che dette un papa alla Chiesa Romana nel XVI secolo.

RADICOFANI (altitudine mt. 814)

Fu per secoli una delle roccheforti più interessanti d'Italia. Posto a guardia della via Francigena, oggi divenuta Cassia, controllava i pellegrini diretti a Roma, oltre che essere snodo a confine dei poteri costituiti territorialmente fra l'Abbazia di S.Salvatore, i possedimenti degli Aldobrandeschi e quelli degli Orsini di Pitigliano. Più tardi baluardo della Repubblica di Siena e del Granducato di Toscana verso lo Stato Pontificio. Si ricorda, ma non certo per meriti acquisiti, Ghino di Tacco, signore e brigante locale, taglieggiatore di pellegrini, citato da Dante e Boccaccio.

SARAGIOLO (altitudine mt. 901)

Frazione del comune di Piancastagnaio. Agglomerato di case, molte di recente costruzione, nel folto del castagneto a 5 km. da Piancastagnaio. Segna il confine fra le provincie di Siena e Grosseto. Non lontani i nuclei di Treccase e di Quaranta, entrambi compresi nel comune di Piancastagnaio.

CASTELLAZZARA (altitudine mt. 820)

Comune autonomo con l'abitato che si adagia su uno sperone meridionale dell'Amiata, che presenta due alture di rilievo (il monte Civitella e il monte Penna). Si affaccia da una amena posizione sulla depressione del Paglia. La leggenda vuole che il castello sia stato vinto ai dadi da Bonifacio degli Aldobrandeschi,  secondo un attendibile episodio raccontato da Dante Alighieri nel Purgatorio. Nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò una tela secentesca di scuola  senese. Da ricordare, nelle vicinanze di Castellazzara, la "Sforzesca", uno straordinario edificio realizzato in un contesto solitario di campi - con rari casolari rurali, in un territorio caratterizzato dalle aspre crete senesi - dal cardinale Alessandro Sforza, nel 1580, per onorare la visita dell'allora pontefice Gregorio XIII. Una villa di rappresentanza che forse non fu successivamente più utilizzata, nonostante i pregi architettonici. oggi inesorabilmente deteriorati, ma tuttora visibili.

SELVENA (altitudine mt. 658)

Frazione del Comune di Castellazzara. Località di soggiorno a 8 km.da Castellazzara, nelle pendici meridionali dell'Amiata. Limitrofa, la rocca "Silvana", di cui rimangono solo le rovine, ma che costituì un possedimento di alto valore strategico degli Aldobrandeschi della contea di Santa Fiora.

Assieme ad Abbadia San Salvatore, costituì un sito minerario di primaria rilevanza, per l'estrazione e la produzione del mercurio, di cui rimane solo la storia e il ricordo.

BAGNOLO (altitudine mt. 785)

Frazione del comune di Santa Fiora, da cui dista 4 km. Gode di un clima estremamente favorevole per la presenza di un fitto castagneto e per questo è apprezzato luogo di villeggiatura estiva. Attività forestali, che utilizzano le risorse locali.

BAGNORE (altitudine mt. 773)

Frazione del comune di Santa Fiora. E' situata in una zona di particolare interesse geologico. Vi sono presenti notevoli fenomeni di origine vulcanica, dai soffioni di vapore alle acque minerali, fra le quali la sorgente dell'Acquaforte, di specifica efficacia terapeutica. Stabilimento termale per le cure idropiniche. Vasti castagneti che formano parchi limitrofi al nucleo abitato. La ricchezza dei boschi ha favorito nel passato, ma anche nel presente, le attività connesse alla forestazione e alla lavorazione del legname.

TRIANA (altitudine mt. 767)

Sulla strada tra Arcidosso e Roccalbegna, si erge il poderoso castello di Triana, di origine aldobrandesca, passato poi alla casata senese dei Piccolomini. E' formato da una doppia struttura sormontata da una torre in buona parte rivestita di edera. Boschi di castagno e di querce nelle immediate vicinanze.

ROCCALBEGNA (altitudine mt. 522)

Nell'alta valle del fiume Albegna, in una zona di media montagna, situata sul versante sud del monte Labro, Roccalbegna conserva uno dei più significativi tesori d'arte dell'Amiata, una pala d'altare (oggi esposta in copia, per esigenze di restauro) considerata uno dei capolavori di Ambrogio Lorenzetti, che è situata all'interno della chiesa di S.Pietro e Paolo, la cui facciata si presenta parzialmente distorta per un cedimento del terreno. L'aspetto medioevale del borgo è caratterizzato e qualificato dalla cosiddetta "Pietra", un torrione roccioso naturale in cui nidificano rapaci e dalla cui cima è visibile il panorama dell'intero abitato.

SEMPRONIANO (altitudine mt. 662)

Il paese più meridionale del territorio amiatino, divenuto comune autonomo per separazione da quello di Roccalbegna, una trentina di anni fa, presenta un paesaggio ripido e severo, il cui insediamento si è sviluppato intorno a quel che resta della rocca Aldobrandesca. Nelle chiese del centro storico sono presenti varie tele a tema mistico, risalenti al XVI secolo, nonchè un crocifisso ligneo del XII secolo.

Terra prediletta dal poeta Mario Luzi, nato da genitori sempronianesi, nel 1914. Non distante l'importante centro termale di Saturnia. Nelle vicinanze di Semproniano viene a trovarsi un centro per il recupero di animali selvatici (in particolare il capovaccaio), che sta proiettando la propria attività anche nei confronti di animali esotici.

ROCCHETTE DI FAZIO (altitudine mt. 490)

A tre km da Semproniano, di cui è frazione, Rocchette di Fazio è una gemma storico-archeologica incastonata nel panorama selvaggio delle gole del fiuma Albegna. Meta di visite, sempre più frequenti,  da parte di un turismo qualificato, che trova gratificazione nella particolarità del luogo, Rocchette  di Fazio è un  nucleo medioevale disposto a strapiombo su un possente sperone roccioso, nella cui cima sono i resti di un castello aldobrandesco e più in basso il Palazzo Pretorio e l'ospedale di San Bartolomeo, a testimonianza di un antico prestigio. Spettacolare la vista sulle pareti calcaree della riserva naturale del Bosco di Rocconi.

MONTELATERONE (altitudine mt. 684)

Resti di una antichissima rocca eretta con funzioni difensive intorno all'anno 1000 da qualche casata longobarda. Borgo medioevale con ubicazione in ripido declivio. Di notevole interesse la Pieve di Lamulas, sulla strada per Arcidosso, monumento giubilare, che pur avendo subito in tempi diversi restauri non sempre qualificanti, conserva l'aspetto austero dell'antico casale, espressione non solo di un potere religioso ma anche civile, che si estese nel primo medioevo su tutto il versante ovest dell'Amiata.

MONTEGIOVI (altitudine mt. 535)

Frazione di Casteldelpiano, sulla val d'Orcia. Adagiato su un colle le cui pendici sono ricoperte di vigneti oliveti, congeniali all'altitudine e alla struttura del suolo. Montegiovi, passata dai Salimbeni agli Aldobrandeschi e poi alla Repubblica di Siena, è ricordata come terra ubertosa e generosa dai poeti toscani del dolce stilnovo.

MONTENERO D'ORCIA (altitudine mt. 338)

Centro agricolo, nel territorio comunale di Casteldelpiano. Le vocazioni vitivinicola e olearia fanno di Montenero d'Orcia l'integrazione territoriale naturale di Montalcino, delle cui aziende enologiche è confinante. Appoderamenti di un certo rilievo agricolo e reddituale. Da qualche tempo Montenero è sede di un "museo della vite e del vino" allestito in un edificio ristrutturato per evidenziare la preziosa risorsa del Montecucco, un vino doc che ha ricevuto un interessante apprezzamento sui mercati enologici più significativi.

MONTICELLO AMIATA (altitudine mt. 753)

Frazione del Comune di Cinigiano. Località dal clima invidiabile e dai panorami mirabili. Parte nuova e ridente sottostante al vecchio borgo, che racchiude una interessante Casa-museo sulle usanze agricole della zona. Denominata Montepinzutolo nell'antichità, fu fortificazione degli abati di S.Salvatore, passata poi agli Aldobrandeschi.

LA STRADA DEL VINO MONTECUCCO

Si dipana in un territorio che comprende l'alta Maremma, salendo poi lungo i versanti dell'Amiata che guardano ad ovest, a stretto contatto con la val d'Orcia, e quindi con i pregiati vini di Montalcino. E' il "montecucco", un vino che ha ottenuto il riconoscimento DOC, che si produce nelle aziende agrarie comprese nel territorio sopraindicato e che fa particolare riferimento a queste località: Poggi del Sasso, Cinigiano, Campagnatico, Castiglioncello Bandini, Civitella, Paganico, Porrona, Montenero d'Orcia, Montegiovi, fino a Montelaterone e Casteldelpiano. Il Montecucco, dal sapore armonico ed equilibrato, leggermente tannico, non dissimile dal Rosso di Montalcino, prevede quattro tipologie produttive: il Rosso, il Sangiovese, il Bianco e il Vermentino.

MONTE LABRO (altitudine mt. 1193)

Una delle giogaie più meridionali dell'Amiata. Rappresentò nella seconda metà dell'ottocento, la "nuova Sion" del profeta dell'Amiata, David Lazzaretti. Sulla vetta di esso i giurisdavidici, cioè i seguaci (quei pochi che sono ancora presenti sull'Amiata) del credo del "Santo Davide" si radunano ogni anno per la celebrazione dei loro riti. E' raggiungibile dalla strada statale n. 323 del Monte Amiata, 5 chilometri dopo Arcidosso.

ZANCONA-MACCHIE (altitudine mt. 770)

Frazione del Comune di Arcidosso. Trattasi di due nuclei di abitazioni montane, alcune di origine plurisecolare. Situate nelle vicinanze del monte Labro, furono teatro dell'avventura mistica e sociale di David Lazzaretti, il profeta dell'Amiata, che nel tardo ottocento dette origine ad una comunità religiosa, con obbiettivi egualitari, che ancor oggi è motivo di attento interesse di studiosi e cultori.

SALAIOLA (altitudine mtt.752)

Nucleo abitato, con raddoppio di presenze nell'estate, compreso nel territorio del comune di Arcidosso. Vasti castagneti e boschi di querce nelle immediate vicinanze, con punti di osservazione panoramici sui valloni verso Montelaterone e verso Monticello Amiata. 

STRIBUGLIANO (altitudine mt. 749)

Frazione del comune di Arcidosso. Domina la vallata verso l'Albegna, essendo allocato nel versante ovest del monte Labro e del monte Aquilaia. La pastorizia è la risorsa che merita la maggiore attenzione: pecorino, ricotta, ravaggiolo, briciolata sono prodotti locali di ottima valenza gastronomica.

CINIGIANO (altitudine mt. 324)

Sede del comune autonomo, a confine fra il territorio del monte Amiata e la Maremma, Cinigiano è un centro agricolo, in cui le attività legate alla pastorizia e alla viticultura, hanno ripreso vigore in questi ultimi decenni. E' infatti il comune di riferimeto per la produzione del Montecucco doc, un vino rosso che ha registrato un certo successo fra intenditori e consumatori, anche la di fuori dei confini regionali.  Per la storia, anch'esso possedimento degli Aldobrandeschi, successivamnete sottomesso alla Repubblica senese.

SEGGIANO (altitudine mt. 497)

Arroccato su un colle del versante nord-ovest, il paese di Seggiano, comune autonomo, si presenta nel suo antico aspetto a chi percorre la statale del Monte Amiata. Le tavole e gli affreschi, interamente dovuti alla scuola senese, che si conservano nella cappella di S.Rocco e nella chiesa di S. Bartolomeo, meritano un ulteriore e approfondito studio che potrebbe anche condurre a risultati di un certo rilievo. Centro agricolo a vocazione olearia: l'olivastra seggianese è un tipo di oliva fra le più apprezzate dell'intero comprensorio toscano.

Nei dintorni: il Castello del Potentino, eretto dai Visconti di Campiglia, passato all'Abbazia di s.Antimo e quindi ai Senesi, ancora nella sua integrità. A 4 km. gli avanzi del convento del Colombaio, uno dei primissimi cenobi francescani, ove si formò la personalità di S. Bernardino da Siena.

Da segnalare in prossimità di Seggiano, il Giardino di Daniel Spoerri, un itinerario fra sculture, opere e comunque installazioni d' arte moderna.

PESCINA (altitudine mt. 747)

Frazione di Seggiano, località sommersa nella rigogliosa vegetazione del versante nord-ovest del monte Amiata, sulla strada che da Seggiano conduce alla Vetta. Un invito alla quiete, al riposo, ma anche alla buona tavola. Costruzioni prevalentemente moderne.


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